Una scrittrice da Pulitzer

L’idealista

Geraldine Brooks

Eccoci giunti all’ultimo appuntamento con l’iniziativa “Una scrittrice da Pulitzer” portata avanti da Melania, che si conclude con la mia breve recensione de L’idealista di Geraldine Brooks, scrittrice e giornalista australiana, vincitrice del Premio Pulitzer nel 2006 grazie a questo romanzo storico.

Geraldine Brooks (Foto di Randi Baird)

Appassionata lettrice di Piccole Donne, la Brooks ha inteso seguire le vicende, taciute nel libro della Alcott, del padre delle sorelle March durante la guerra di secessione americana. Secondo un ben riuscito esperimento – ed omaggio – letterario, la scrittrice, nel delineare gli ideali e la statura morale del protagonista, si è ispirata al padre di Louisa May Alcott, Bronson, esponente, insieme ad Emerson e a Thoreau, dell’idealismo americano del XIX secolo. In queste pagine, però, della calda e gioiosa atmosfera casalinga di Piccole Donne non resta che un lontano riverbero: la guerra, che ha provocato una vera e propria carneficina su tutti e due i fronti, viene descritta in tutta la sua atrocità; al lettore non vengono risparmiati neppure i particolari più cruenti e disgustosi ed il macigno della crudeltà gratuita perpetrata ai danni di uomini, donne e bambini non può non pesare rendendone dolorosa, benché necessaria, la lettura.

Le vicende hanno inizio nel 1861 in Virginia, ove già imperversava la Guerra Civile; March, fervente abolizionista, si era arruolato nelle truppe unioniste al fine di dare un contributo concreto alla causa di cui, insieme ad altri eminenti personaggi del suo tempo, si faceva portavoce. Il suo rientro a casa, un anno dopo, lo vedrà profondamente cambiato. Quali lacerazioni tormentano il suo animo? Come è mutata la sua visione di instancabile sognatore dopo aver assistito alle più atroci efferatezze della guerra?

Se la guerra potesse mai essere definita giusta, allora quella guerra lo sarebbe stata; era un’azione dettata da una causa morale, sostenuta dai più rigorosi puntelli intellettuali. Eppure ovunque mi girassi vedevo l’ingiustizia perpetrata nel realizzarla.

Un libro ed un fiocco di cotone… (Foto di E. Rizzo)

L’integerrima condotta del cappellano March sfocia talora in un esasperante radicalismo, tanto da renderlo inviso agli occhi del lettore. L’eccessiva rettitudine, invero, non rende il personaggio meno credibile al lettore, né tantomeno lo disumanizza. Il protagonista potrebbe essere altresì biasimato – forse a ragione – per la pervicacia dei suoi proponimenti e al contempo per la codardia dimostrata in talune occasioni, ma la sua sincera probità lo pone ben lontano dalla retorica dell’onore e del valore in guerra. D’altra parte la scrittrice aveva condotto accurate indagini bibliografiche ed il ritratto che ne è scaturito è ben aderente alle peculiarità caratteriali e umane del padre della Alcott.
March non teme di apparire un pusillanime, se non di fronte a se stesso, e persegue con ostinata abnegazione il sogno dell’uguaglianza tra bianchi e neri.

Come già ribadito, l’immagine del cappellano risulta ampiamente svilita dalla sua intransigenza e poi da un’autoriprovazione oltremisura che lo rendono persino irritante (questa, almeno, è la mia personale sensazione); egli tende a far coincidere l’immaginario ed il reale senza alcuna concessione all’eccezione o alle necessità contingenti.

La concretezza, la comprensione e l’accettazione dell’avverso destino contraddistinguono invece i personaggi femminili che popolano questo romanzo. L’accurata analisi condotta dalla Brooks nel ricreare un verosimile scenario storico ha previsto pure una profonda riflessione su quelle che erano le condizioni femminili in relazione al colore della pelle e, parimenti, dell’estrazione sociale. Si tratta di donne volitive, altere, che con coraggio e fermezza accolgono le decisioni che altri hanno preso per loro senza mai restarne avvinte, anzi adattando acutamente il corso delle loro esistenze al mutare degli eventi.

Ne abbiamo avuto abbastanza di bianchi che pretendono di disporre della nostra vita! Ci sono uomini della mia razza molto più esperti nel dare ogni tipo di aiuto di quanto lei non sarà mai in grado di essere. E là ci sono predicatori negri in abbondanza, che conoscono il vero linguaggio delle nostre anime. Una popolazione libera deve imparare a gestire il proprio destino.

Famiglia di schiavi afroamericani nel sud della Carolina
(Foto di Timothy O’ Sullivan, 1840)

In questo continuo alternarsi tra speranza e rassegnazione, tra ideale e reale, tra azione ed inattività, si esplicano i tormenti di March e degli uomini che come lui, pur nella fallacia delle loro condotte, hanno tentato e tentano ogni giorno di cambiare le cose.
L’idealista è un romanzo coinvolgente ed intenso che, grazie ad una prosa enfatica ma non ridondante, assume le sembianze di uno di quei grandi classici che hanno già superato il vaglio critico di generazioni di lettori.

Desidero ringraziare ancora una volta Melania, che, per pur non conoscendomi, mi ha accordato piena fiducia nel partecipare a questo bellissimo progetto, e tutti i ragazzi del gruppo.

UNA SCRITTRICE DA PULITZER

17 Novembre 2014 – DONNA TART CON: ‘THE GOLDFINCH’ (IL CARDELLINO);

— La libreria dietro l’angolo: https://www.youtube.com/user/Kayura1984

— Unaspeciedisolitudine: https://instagram.com/unaspeciedisoli…

8 Dicembre 2018 2011 – JENNIFER EGAN: JENNIFER EGAN: ‘A VISIT FROM THE GOON SQUAD’ (IL TEMPO É UN BASTARDO);

— Eleonora F misstortellino: https://www.youtube.com/user/misstort…

— Sebástian Lector Sombrero: https://www.youtube.com/channel/UC6Po…

— Simo La Biblionauta: https://www.youtube.com/channel/UCsrm…

— Clarissa QuestioniDiLibri: https://www.youtube.com/channel/UCOYY…

— L’Ora del Libro – Anita Book: https://www.youtube.com/user/Ioleggoetu

29 Dicembre 2018 2009 – ELIZABETH STROUT: ‘OLIVER KITTERIDGE’

— DiarioDiFede: https://www.youtube.com/channel/UCR6J…

— Ima AntheBooks: https://www.youtube.com/channel/UC8QD…

5 Gennaio 2018 2006 – GERALDINE BROOKS: ‘MARCH’ (L’IDEALISTA)

— Pillipinz – Elisa: https://instagram.com/pillipinz?utm_s…

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