Una scrittrice da Pulitzer: Diari di pietra di Carol Shields

Amici lettori, si conclude oggi l’iniziativa Una scrittrice da Pulitzer ideata da Melania Costantino. Delle tre scrittrici estratte in questa tornata (vi invito ad ascoltare/leggere le recensioni degli altri partecipanti al progetto; in fondo alla pagina troverete il calendario e tutti i riferimenti utili) la mia scelta è ricaduta su Diari di Pietra di Carol Shields, insignita del prestigioso premio letterario nel 1995.

Insieme a Margaret Atwood e Alice Munro, la Shields è tra le scrittrici più acclamate del Canada e le sue opere, tradotte in 24 lingue, hanno ricevuto importantissimi riconoscimenti (oltre al Pulitzer, il suo Diari di Pietra fu finalista al Booker Prize e vincitore del Governor General’s Literary Award).

Carol Shields nella sua casa a Victoria. (Christopher Morris/Corbis https://www.macleans.ca/culture/books/the-indecently-curious-carol-shields/ )

The Stone Diaries narra l’intera esistenza di Daisy Goodwill, secondo il tradizionale impianto ottocentesco delle biografie e la scansione in capitoli che ricalcano le principali fasi della vita (nascita, infanzia, matrimonio…morte). Si tratta di una struttura narrativa che avevamo già incontrato in Santa Miseria (romanzo che ho brevemente recensito per il progetto Un Nobel per te lo scorso Settembre), benché differenti siano le premesse compositive.

L’autrice, già nella prefazione, compie una sorta di dichiarazione d’intenti esplicitando quali furono le fasi del processo di creazione dell’opera e quali, soprattutto, le finalità ed il nucleo tematico della biografia. Se dapprima l’idea iniziale della Shields prevedeva un ribaltamento delle saghe familiari del XIX secolo, la stesura finale del lavoro si rivelò ben più complessa ed articolata. Il romanzo si configura infatti come una riflessione sul genere letterario dell’autobiografia ponendosi come interrogativo la veridicità e l’effettiva effabilità dell’esistenza umana.

Diari di pietra di Carol Shields, Voland 2009 (foto di E. Rizzo)

Daisy Goodwill, nata nel 1905 in una piccola località del Manitoba canadese, è una donna profondamente sola, segnata, fin dalla nascita traumatica, dalla perdita e dall’abbandono; le vicissitudini ne hanno in parte scalfito la tenacia ma ella, in un’eroica, ostinata avanzata verso il naturale epilogo, ha concluso la sua esistenza con dignità e serena rassegnazione. E’ il ritratto di una vita come tante: fluttua tra l’esaltazione e la noia, l’irrequietezza e l’apatia, l’ardimento e la banalità. E’ una vita insignificante, cionondimeno merita di essere raccontata, poiché, essendo ogni destino umano parimenti sfaccettato, potrebbe, tra le tante, assurgere a paradigma della discontinuità e sfuggevolezza dell’esistenza.

L’inesplicabilità della vita è tanto più evidente dal momento che risulta quantomeno arduo – se non impossibile – ricostruire oggettivamente e storicamente la propria storia. L’opera della Shields si presenta inizialmente come una immaginaria autobiografia, per poi inglobare – lasciatemi passare il termine – “postmodernisticamente” quelli che potrebbero essere definiti veri e propri ipertesti, ovvero la corrispondenza privata, le testimonianze di amici e famigliari, l’apparato fotografico.

Le parole sono sempre più necessarie. E una domanda sorge: cos’è la storia di una vita? Una mera cronaca di fatti o un’impressione abilmente rielaborata? Il raccogliere insieme tutte le sue paure? O la somma delle cose svelate casualmente, di predestinati e impercettibili incrementi di consapevolezza? Ora le serve un posto tranquillo dove riflettere sull’immensità di tutto questo. E le serve qualcuno – chiunque – che la ascolti.

L’apparato fotografico di Diari di pietra (foto di E. Rizzo)

Le minuziose rappresentazioni del quotidiano, che talora – occorre ammetterlo – sfociano inesorabilmente in passaggi tediosi, non mirano alla celebrazione dell’ordinario e dell’ambiente domestico. Vi è una sorta di ironia (o forse di bonaria denigrazione), da parte dell’autrice, nelle pedisseque enumerazioni di oggetti, nella rappresentazione della dabbenaggine di certe elucubrazioni femminili e finanche nella profusione di riferimenti al corpo femminile e alle sue più ardite funzioni fisiologiche.

L’universo femminile viene indagato dalla scrittrice su più livelli e dissimili macro-argomenti: dall’ambiente domestico con il suo corollario di impieghi casalinghi alle strutture ed interazioni familiari più o meno convenzionali; dal problematico contesto lavorativo della prima metà del XX secolo al ritratto psicologico ed emozionale di donne impegnate in una costante ridefinizione del sé.

E’ impotente, sperduta, fragile: è una donna. Forse la questione è tutta qui, nel fatto di essere una donna. Ma sì, è ovvio…

Questo è anche un romanzo sulla ricerca dell’identità – benché destinata a non avere una soluzione univoca – che si compie attraverso la riflessione sulla genitorialità e, più ampiamente, sull’appartenenza genetica oltre che territoriale. Tre, o forse quattro, sono i nostoi dei nostri personaggi, ritorni quasi mitici (in primis quello di Magnus Flett) nella terra di origine, al fine di scrutare meglio la propria anima e comprenderne i meccanismi alla luce di un altro sole. Ricordiamo che la stessa Carol Shields nacque come cittadina degli Stati Uniti d’America ottenendo in seguito la naturalizzazione canadese…

La narrazione è condotta eminentemente in prima persona, non mancano purtuttavia cambi narrativi frequenti in cui il punto di vista muta e passa ad un narratore esterno e onnisciente. Le vicende inoltre sono narrate al presente, pertanto l’ideale trascrizione degli accadimenti è quasi immediata e, apparentemente, non filtrata dalla sedimentazione del ricordo. La prosa della Shields è piana, dominata da uno stile fondamentalmente paratattico ed incisivo; il ricorso alle sequenze dialogiche è ben calibrato e conferisce alla narrazione freschezza e dinamicità.

Se Stephen Henighan individua riduttivamente in una “donna dell’alta borghesia conservatrice” la lettrice ideale di Diari di pietra, una attenta analisi ed una efficace problematizzazione del testo consentirà di intravedere la struttura binaria del romanzo, un’ambivalenza che, lungi da restrittive categorizzazioni, intende rappresentare, attraverso una ridefinizione della quotidianità ed il suo automatico sganciamento dai concetti di “ordinario” e “insignificante”, una versione della realtà quanto più vicina alle sue complesse e inafferrabili sfumature.

Ecco il calendario e i link ai canali/profili IG aderenti ai progetti Un Nobel per te e Una scrittrice da Pulitzer!

UN NOBEL PER TE #3

• 6 luglio 2019

—1901-1921—

Rudyard Kipling – 1907 – Regno Unito

Anatole France – 1921 – Francia

~ Lise Charmel: https://www.youtube.com/channel/UC7qA… • “Kim”

~ ‘Ima AndtheBooks’: https://www.youtube.com/channel/UC8QD… • “Il procuratore della Giudea”

• 21 settembre 2019

—1922-1942—

Sinclair Lewis – 1930 – Stati Uniti

Frans Eemil Sillanpää – 1939 – Finlandia

~ Clod Matty: https://www.youtube.com/channel/UCWI_… “ Omicidio Post-mortem”

~ Matteo Saudino: https://www.youtube.com/channel/UCczA… • “Santa Miseria”

~ ‘Pillipinz’: https://instagram.com/pillipinz?igshi… • “Santa Miseria”

~ Anita Book ‘L’ora del libro’: https://www.youtube.com/user/Ioleggoetu

Frans Eemil Sillampää

5 ottobre 2019

— 1943 – 1963 —

Johannes Vilhelm Jensen – 1944 – Danimarca

Giorgos Seferis – 1963 – Grecia

~ Stefania: “Duca Von P”: https://www.youtube.com/user/plinianina

~ Teresa Bee_Book_a_ Lula: https://www.youtube.com/channel/UClTv…

• 19 ottobre 2019

— 1964 – 1984 –

Miguel Ángel Asturias – 1967 – Guatemala

Isaac Bashevis Singer – 1978 – Stati Uniti d’America

~ Clara Schumann: https://www.youtube.com/channel/UCQ7B… • “Uomini di mais”

~ Melania Costantino: https://www.youtube.com/channel/UCe3S… • “Uomini di mais”

~ Simo Biblionauta: https://www.youtube.com/channel/UCsrm… https://instagram.com/labiblionauta?i… • “Keyla la rossa”

~ L’angolo di Dani: https://www.youtube.com/channel/UCRxu… • “Nemici”

2 novembre 2019

— 1985 – 2005 —

Kenzaburō Ōe – 1994 – Giappone

Harold Pinter – 2005 – Regno Unito

~ Selvaggia Angelica: https://www.youtube.com/user/fiknMani…

~ Mary’s reading: https://www.youtube.com/channel/UCoU3… “La vergine eterna”

~ Helen in Bookland: https://www.youtube.com/channel/UC6p4… • “Tradimenti”

9 novembre 2019

— 2006 – 2018 —

Mo Yan – 2012 – Cina

Kazuo Ishiguro -2017 – Regno Unito

~ Melanie M Leggi Viaggia Vlogga: https://www.youtube.com/channel/UCTDZ… • “Never let me go” (letto in lingua)

~ ECriLibro: https://www.youtube.com/channel/UC7x0… • “Quel che resta del giorno”

~ Umaru Books: https://www.youtube.com/channel/UC5YL…

UNA SCRITTRICE DA PULITZER #2

• 28 settembre 2019

2005 – Marilynne Robinson “Gilead” – Einaudi –

~ Melanie M Leggi Viaggia Vlogga: https://www.youtube.com/channel/UCTDZ…

~ DiariodiFede: https://instagram.com/federicafittant… https://www.youtube.com/channel/UCR6J…

~ Vale libri: https://www.youtube.com/user/7972vale

12 ottobre 2019

2000 – Jhumpa Lahiri “L’interprete dei malanni” – Marcos y Marcos

~ Lise Charmel: https://www.youtube.com/channel/UC7qA…

~ Simo Biblionauta: https://www.youtube.com/channel/UCsrm… https://instagram.com/labiblionauta?i…

~ UmaruBooks: https://www.youtube.com/channel/UC5YL…

• 26 ottobre 2019

1995 – Carol Shields “Diari di pietra” – Voland

~ Pillipinz: https://instagram.com/pillipinz?igshi…

~ Melania Costantino: https://www.youtube.com/channel/UCe3S…

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